Cavalieri in costume tradizionale sardo durante la Cavalcata Sarda di Sassari
Cavalli bardati e costumi tradizionali alla Cavalcata Sarda di Sassari. Foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono giorni in cui la Sardegna si racconta tutta insieme, in poche ore e lungo una sola strada. La Cavalcata Sarda di Sassari è uno di questi: una manifestazione popolare e laica che, ogni anno in una domenica di maggio, porta in città gruppi in costume provenienti da ogni angolo dell'isola. Da Tula, nel Logudoro, Sassari dista circa 50 chilometri: si raggiunge e si torna comodamente in giornata, ed è forse il modo più diretto per capire quanto la Sardegna dell'interno tenga alle proprie radici.

Che cos'è la Cavalcata Sarda

La Cavalcata è conosciuta anche come festa della bellezza ed è considerata la più grande manifestazione laica dell'isola: non nasce da un voto religioso né da una processione, ma dalla volontà di mettere in mostra, tutti insieme, i costumi, i gioielli, i cavalli e le musiche delle comunità sarde. Sfilano decine di gruppi folk a piedi, gruppi a cavallo e le traccas, i carri un tempo trainati dai buoi e addobbati con fiori, frasche e oggetti della vita quotidiana contadina. I costumi non sono un travestimento da cartolina: ogni paese porta il proprio, con ricami, tessuti e filigrane d'oro e d'argento che raccontano mestieri, condizione sociale e storia locale. Vederne sfilare centinaia uno dopo l'altro è come sfogliare un atlante dell'isola.

Come si svolge la giornata

La domenica della Cavalcata ha una struttura precisa, che si ripete di anno in anno. La mattina è dedicata alla sfilata: un corteo di circa due chilometri attraversa il centro storico di Sassari e si conclude in piazza d'Italia, con i gruppi a piedi, le traccas e, a chiudere, i cavalieri. Il pomeriggio si sposta all'ippodromo cittadino, dove vanno in scena le pariglie: acrobazie equestri eseguite da squadre di cavalieri lanciati al galoppo, in piedi o in formazione sui cavalli. È la parte più spettacolare della giornata, quella in cui il pubblico trattiene il fiato. La sera, infine, si torna in piazza per i canti e i balli tradizionali, tra launeddas, canto a tenore e organetti che vanno avanti fino a tarda notte.

Un maggio di grandi feste identitarie

La Cavalcata non è un episodio isolato. La primavera sarda si apre il primo maggio con la festa di Sant'Efisio a Cagliari, la lunghissima processione che dal Seicento scioglie ogni anno il voto fatto dalla città dopo la peste, accompagnando il simulacro del santo per decine di chilometri con gruppi in costume e cavalieri da tutta l'isola. Poche settimane dopo tocca a Sassari. Sono due feste diverse per origine, l'una religiosa e votiva, l'altra civile e identitaria, ma parlano la stessa lingua: quella dei costumi, dei cavalli e delle comunità che si riconoscono in un rito condiviso. Chi viaggia in Sardegna in maggio trova un'isola ancora fresca, verde e per nulla affollata, e insieme il suo calendario più ricco.

Come organizzarsi partendo dal Logudoro

La Cavalcata occupa l'intera giornata e Sassari, in quelle ore, cambia ritmo: conviene arrivare presto, lasciare l'auto lontano dal percorso della sfilata e muoversi a piedi. Il pomeriggio all'ippodromo è un momento separato dalla sfilata, quindi vale la pena decidere in anticipo se seguirlo o dedicare quelle ore al centro storico, alle sue piazze e ai suoi musei. Chi ha voglia di allungare la giornata può rientrare verso l'interno passando dalla basilica della Santissima Trinità di Saccargia, a circa 30 km da noi, che sulla strada del ritorno regala il contrasto perfetto tra la festa e il silenzio del romanico.

Data, percorso della sfilata e programma dell'ippodromo vengono definiti a ogni edizione e possono cambiare: prima di partire controlla i canali ufficiali del Comune di Sassari e dell'ente organizzatore della manifestazione.

Noi, dal B&B La Valle del Sole, ci limitiamo a suggerirvi di non farne una corsa: partire dopo la nostra colazione, passare la giornata a Sassari e rientrare la sera a Tula, dove la campagna e il silenzio riportano tutto alla giusta distanza, è il modo migliore per godersi la Cavalcata senza arrivare a sera esausti. Se poi vi resta la voglia di feste e tradizioni, il calendario delle feste patronali dei nostri paesi prosegue per tutta l'estate.

Maggio in Logudoro, tra feste e campagna

A maggio la Sardegna è verde, tiepida e piena di feste, e Sassari dista una cinquantina di chilometri. Da Tula potete raggiungerla in giornata e rientrare la sera in un paese silenzioso, con la campagna a due passi.