Il nord della Sardegna è la parte dell'isola in cui il vino ha i confini più netti, e in cui il paesaggio agrario cambia nel giro di pochi chilometri: graniti e vigne basse verso la Gallura, colline calcaree e pascoli nel Logudoro, sabbie e orti sopra il mare a nord di Sassari. Qui una guida essenziale alle denominazioni, senza nomi di cantine e senza numeri destinati a invecchiare male.
Vermentino di Gallura, l'unica DOCG dell'isola
Il Vermentino di Gallura è a oggi l'unico vino sardo ad aver ottenuto la DOCG, il gradino più alto delle denominazioni italiane. Si ottiene da uve Vermentino per almeno il 95 per cento coltivate nella Gallura storica, e il disciplinare prevede diverse tipologie oltre al vino fermo: Superiore, Frizzante, Spumante, Passito e Vendemmia tardiva. È un bianco che nasce su suoli granitici sciolti, in un'area ventilata, e questo si sente nel bicchiere più di qualsiasi descrizione.
Per chi soggiorna a Tula c'è un dettaglio geografico che vale la pena conoscere: il paese resta appena fuori dall'area, ma comuni confinanti come Oschiri e Berchidda rientrano nella denominazione, insieme a Monti, Calangianus, Luras e Tempio Pausania. Le vigne della DOCG, insomma, cominciano appena oltre la collina.
Cannonau e Vermentino di Sardegna: le denominazioni d'isola
Il Cannonau di Sardegna DOC ha come zona di produzione l'intero territorio regionale: è la denominazione più estesa e la più identitaria dell'isola. Il disciplinare riconosce tre sottozone, Oliena, che può fregiarsi anche del nome Nepente di Oliena, Capo Ferrato e Jerzu, mentre la menzione «Classico» è riservata alla Sardegna centro-orientale, l'area di Nuoro e dell'Ogliastra. Tradotto: un Cannonau comprato qui può arrivare da qualunque parte dell'isola, e leggere l'etichetta è metà del lavoro.
Lo stesso vale per il Vermentino di Sardegna DOC, anch'esso su scala regionale. La differenza con la DOCG gallurese non è il vitigno, che è lo stesso, ma il perimetro e la severità del disciplinare: due bottiglie di Vermentino possono raccontare due Sardegne molto diverse.
Il Moscato di Sorso-Sennori e il resto del nord
Fra Sassari e la costa del golfo dell'Asinara sopravvive una piccola denominazione storica: il Moscato di Sorso-Sennori DOC, ottenuto per almeno il 90 per cento da Moscato bianco nei territori comunali di Sorso e Sennori. È un vino dolce, da fine pasto, legato a una viticoltura di sabbie e di orti che ha poco a che vedere con i graniti della Gallura pur trovandosi a breve distanza. Più a ovest si entra invece nell'area della DOC Alghero, che raccoglie una produzione varia nella pianura della Nurra.
Berchidda e il Museo del Vino
Il punto di partenza migliore per mettere ordine in tutto questo è il Museo del Vino - Enoteca Regionale della Sardegna, che ha sede a Berchidda, ai piedi della foresta di Monte Limbara. Nato per volontà della Comunità Montana del Monte Acuto e del Comune di Berchidda ed entrato in funzione alla fine degli anni Novanta, è stato il primo museo multimediale italiano dedicato al vino. Il percorso è insieme enologico ed etnografico: zappe, torchi, tini e tappatrici raccontano le fasi della produzione, mentre immagini e registrazioni ricostruiscono il contesto in cui quegli oggetti venivano usati. Accanto al museo c'è l'enoteca regionale, con degustazioni guidate di vini sardi. Berchidda è una meta comoda per una gita in giornata.
La vendemmia, e quando conviene esserci
In Sardegna la vendemmia si distribuisce fra la fine di agosto e l'ultima parte di ottobre, a seconda dell'annata e dell'altitudine. Il Vermentino si raccoglie presto, fra fine agosto e la metà di settembre; il Cannonau segue nelle prime settimane di settembre; le uve destinate ai vini da invecchiamento chiudono la stagione. Chi arriva in questo periodo trova le campagne in movimento, l'aria che sa di mosto nei paesi vinicoli e una luce che alle fotografie fa un gran bene.
Noi restiamo un po' fuori dai circuiti del vino, ed è un vantaggio: da Tula si raggiungono in giornata sia i paesi della DOCG gallurese sia la costa a nord di Sassari, e la sera si torna in una casa di campagna con la terrazza in condivisione, dove una bottiglia comprata durante il giro trova la sua conclusione naturale. Per abbinarci qualcosa, si comincia da la cucina del Logudoro.
A un passo dalle vigne della DOCG
Da Tula i comuni del Vermentino di Gallura si raggiungono in giornata, museo del vino compreso. La sera si torna in terrazza, dove la bottiglia comprata durante il giro trova la sua conclusione.