La valigia per una vacanza nell'entroterra sardo si prepara diversamente da quella per una settimana al mare. Qui si alternano il lago, i sentieri di montagna, i borghi di pietra e, a un'ora di strada, la costa: significa che nella stessa giornata potete passare dalle scarpe chiuse ai sandali e da una maglietta a una felpa. Aggiungete che l'interno dell'isola ha escursioni termiche più marcate della costa, con mattine fresche anche in primavera avanzata, e capirete perché conviene ragionare per funzioni invece che per capi.
Le scarpe: la voce più importante
Se dovete sacrificare qualcosa, non sacrificate le scarpe. Per i sentieri della foresta del Monte Limbara serve una calzatura chiusa con una suola scolpita: il fondo alterna granito liscio, aghi di pino e tratti sassosi, e le sneakers da città scivolano. Un paio da trekking basso è sufficiente per gli itinerari segnalati, mentre chi punta alle cime più alte apprezzerà una caviglia sostenuta.
Accanto a quelle, mettete un secondo paio comodo per i paesi, perché i centri storici sono tutti acciottolato e salite, e infine sandali o ciabatte da mare. Tre paia bastano davvero, a patto che siano tre paia diversi fra loro.
Primavera e autunno: vestirsi a strati
Sono le due stagioni più belle per camminare e le più insidiose per chi fa la valigia. Una giornata di aprile o di ottobre può partire a dieci gradi all'alba e arrivare a venticinque a metà pomeriggio, per poi scendere di nuovo al tramonto. La soluzione è la classica stratificazione: maglietta tecnica o di cotone leggero, una camicia o una felpa sottile, un pile facile da infilare nello zaino e sopra un guscio leggero.
Aggiungete pantaloni lunghi leggeri, utili sia per i sentieri sia per entrare nelle chiese, e in autunno un ombrello compatto o una giacca impermeabile: le piogge dell'isola si concentrano nei mesi freddi e arrivano a rovesci brevi ma intensi. Nei mesi invernali, se salite in quota, servono anche guanti e berretto: sulle cime del Limbara la neve non è un'eccezione.
Estate: sole, cappello e un capo antivento
D'estate la lista si accorcia ma diventa più severa. Protezione solare alta, cappello a tesa larga e occhiali da sole non sono accessori: fra il lago, la campagna aperta e la sabbia chiara delle spiagge, la luce riflessa è forte anche quando la giornata sembra ventilata. Portate una borraccia capiente e riempitela prima di ogni escursione, perché lungo i sentieri le fontane sono poche.
Il capo che tutti dimenticano è la giacca a vento leggera. Il maestrale, il vento di nord-ovest che soffia sull'isola in tutte le stagioni, può alzarsi all'improvviso e rendere pungente una serata di luglio, soprattutto in riva al lago o sulla costa esposta. Una giacca sottile che si comprime nello zaino risolve il problema e occupa pochissimo spazio.
Poi il costume, anzi due: il lago del Coghinas è a pochi minuti e le spiagge del Golfo dell'Asinara stanno intorno all'ora di strada, quindi capita di bagnarsi due volte nello stesso giorno. Un telo leggero, un cambio e un sacchetto per il bagnato completano il kit.
Le piccole cose pratiche
Qualche voce che negli anni abbiamo visto mancare più spesso. Le prese italiane sono di tipo L e Schuko a 230 volt: chi arriva dal Regno Unito, dalla Svizzera o da oltreoceano ha bisogno di un adattatore, meglio se preso da casa. Una power bank è preziosa nelle giornate di escursione, perché il navigatore e le foto svuotano il telefono in fretta e lungo le strade interne la copertura non è continua.
Aggiungete un repellente per insetti per le sere di campagna, una crema doposole, un piccolo kit di cerotti per le vesciche e, se viaggiate in bassa stagione, una torcia frontale: fuori dai centri abitati non c'è illuminazione pubblica. Chi ha in programma un bagno al lago o su una spiaggia sassosa può trovare utile un paio di scarpette da scoglio.
Quello che non serve portare
Chiudiamo con la parte più leggera, in tutti i sensi. Da noi la biancheria da letto e da bagno è fornita, quindi lenzuola e asciugamani restano a casa; c'è la lavatrice a disposizione degli ospiti, il che significa che per due settimane basta il guardaroba di una settimana. La colazione è inclusa e la cucina in condivisione è attrezzata, quindi non serve portarsi pentole o stoviglie da campeggio: al massimo un contenitore per il pranzo al sacco dei giorni di escursione. Se avete dubbi su cosa trovate in camera, scriveteci prima di partire: è più semplice rispondere che ritrovarsi con una valigia in più.
Meno valigia, più giornate all'aria aperta
Da noi biancheria da letto e da bagno sono sempre fornite e c'è la lavatrice a disposizione. Potete viaggiare leggeri e dedicare lo spazio alle scarpe da trekking, non agli asciugamani.