Il Lago del Coghinas fra le colline boscose del nord Sardegna
Il Lago del Coghinas, a pochi minuti d'auto dalla struttura.

C'è un momento, la mattina presto, in cui il lago del Coghinas non fa rumore. L'acqua è ferma, le sugherete sulle sponde sono ancora in ombra e l'unica cosa che si muove è un airone che si sposta di venti metri e si rimette in posa. È il momento in cui si capisce perché questo bacino, il maggiore invaso del nord della Sardegna, sia diventato negli anni il centro di gravità della vita all'aperto di tutto il Monte Acuto.

Un lago costruito dall'uomo

Il Coghinas non è un lago naturale. Nasce dallo sbarramento del fiume omonimo, a sua volta formato dalla confluenza fra il rio Mannu di Berchidda e il rio Mannu di Ozieri, nella stretta di Muzzone, il passaggio scavato fra i rilievi ai piedi del Limbara. La diga fu costruita negli anni Venti del Novecento, in una delle grandi stagioni dell'ingegneria idraulica italiana, e l'invaso entrò in funzione nel 1927. È una diga a gravità, con corsi alternati di muratura di pietra e calcestruzzo, alta oltre cinquanta metri e lunga poco meno di duecento: numeri che si apprezzano davvero solo quando ci si trova davanti al muro di sbarramento.

Il bacino trattiene oltre duecento milioni di metri cubi d'acqua e occupa una superficie di circa diciotto chilometri quadrati, distribuita in una forma allungata e frastagliata, piena di insenature. Serve per l'acqua potabile, per l'irrigazione della piana e per la produzione idroelettrica: è un'infrastruttura ancora pienamente al lavoro, non un monumento. Il lato interessante, per chi arriva da visitatore, è che dopo un secolo il paesaggio si è ricucito da solo: canneti, tamerici, boschi di leccio e sughereti sono scesi fino a bordo acqua, e oggi il lago sembra essere sempre esistito.

Le rive: Tula, Oschiri, Berchidda

Il lago tocca più comuni. La diga sorge al confine fra Tula e Oschiri, e le sponde più frequentate e attrezzate si trovano nella zona del ponte, fra Oschiri e Berchidda: è lì che si concentrano gli accessi più comodi all'acqua. Il versante di Tula è più appartato, fatto di strade di campagna e punti panoramici dall'alto, e per chi cerca silenzio è spesso la scelta migliore.

Vale la pena allargare il giro ai paesi affacciati sul bacino. Nelle campagne di Oschiri si trova l'altare rupestre di Santo Stefano, un banco di roccia inciso con sequenze geometriche che ha alimentato decenni di interpretazioni, inserito in un'area che comprende anche alcune domus de janas riferibili alla cultura di Ozieri. Berchidda è invece nota per il vino, con il Vermentino e il museo dedicato, e per il festival di musica jazz che ogni anno, in agosto, porta concerti nel paese e nei luoghi del territorio; per il programma, che cambia a ogni edizione, si consultano i canali ufficiali dell'organizzazione.

Cosa si fa sull'acqua

La pesca è l'attività storica del lago: nelle sue acque vivono trote, carpe, persici, tinche e anguille, e le sponde sono un punto di riferimento per i pescatori di tutta la Sardegna settentrionale. Chi pesca deve informarsi in anticipo su licenze, periodi e regolamenti presso gli enti competenti, perché le regole non sono uguali ovunque e possono cambiare.

Accanto alla pesca c'è tutto il resto: canoa e kayak per infilarsi nelle insenature dalle rocce levigate, sci nautico per chi cerca qualcosa di più adrenalinico, mountain bike sugli sterrati che seguono il perimetro, trekking lungo le sponde. E il birdwatching, che qui è particolarmente generoso: aironi, rapaci e uccelli acquatici frequentano il bacino soprattutto all'alba e nel tardo pomeriggio, quando la luce radente rende migliori anche le fotografie.

Ogni anno, a inizio agosto, sulle rive del lago in territorio di Tula si tiene la sagra della carpa, dedicata ai piatti di pesce d'acqua dolce: è la festa che meglio racconta il rapporto fra il paese e il suo lago. Date e dettagli vanno verificati sui canali ufficiali del Comune e degli organizzatori.

Quando andarci

La primavera è probabilmente il periodo più bello: livello dell'acqua alto, colline verdi, giornate lunghe e temperature gentili. L'autunno regala luce calda e sponde deserte. In piena estate conviene concentrarsi sulle prime ore del mattino e sul tardo pomeriggio, perché a metà giornata l'ombra scarseggia. In ogni stagione servono scarpe chiuse, acqua e prudenza vicino alla riva: il fondo è irregolare e il livello dell'invaso cambia nel corso dell'anno.

Il lago è un bacino artificiale in esercizio: rispettate sempre le aree recintate, la segnaletica e le indicazioni dell'ente gestore, in particolare nei pressi della diga.

Dalla nostra casa a Tula il lago si raggiunge in pochi minuti d'auto, e capita spesso che gli ospiti partano dopo colazione e tornino a metà mattina con le foto degli aironi. Se volete sapere cos'altro c'è nel raggio di una gita, trovate tutto nella pagina dedicata al lago.

Il lago a pochi minuti d'auto

Dal nostro B&B a Tula il lago del Coghinas si raggiunge in pochi minuti d'auto, con parcheggio gratuito davanti a casa. La colazione è inclusa, così si parte presto: sull'acqua è l'ora migliore.